giovedì 29 dicembre 2011

tratto da: Il Padiglione d'oro, Mishima

Proprio così: a volte Tsurukawa m'appariva come un alchimista in grado di trasformare il piombo in oro lucente. Io ero il negativo della fotografia, e lui il positivo.


Quante volte notavo con meraviglia come i miei torbidi e foschi sentimenti divenissero, filtrati dal suo cuore, immancabilmente chiari e radiosi! Io esitavo, balbettavo, e la sua mano capovolgeva i miei sentimenti e li trasmetteva all'esterno. Da questa sorprendente esperienza, una cosa imparai: limitatamente alla sfera dei sentimenti, non c'è diversità alcuna in questo mondo tra il più cattivo e il più buono; in entrambi i casi, l'effetto è il medesimo; l'intenzione omicida e la pietà più profonda non sono assolutamente dissimili.
Quand'anche gliel'avessi saputo spiegare, Tsurukawa non avrebbe mai potuto ammettere una cosa simile.

* * *

Ero solo, e chiuso nel Padiglione d'oro.
Ero io che lo possedevo, oppure ne ero posseduto?
O piuttosto stava per stabilirsi uno strano equilibrio, una situazione per la quale fosse possibile che io fossi il Padiglione e il Padiglione fosse me?

* * *

D'un tratto mi ricordai di ciò che Kashiwagi m'aveva detto il giorno del nostro primo incontro.
E' nei radiosi meriggi di primavera , quando su un tappeto d'erba ben falciata contempliamo gli arabeschi dei raggi filtrati dai rami, è allora - mi aveva detto - che la crudeltà ci prende, improvvisa.
Ora avevo dinnanzi onde furiose ed il selvaggio vento del nord; non v'era nè radioso meriggio di primavera nè tappeto d'erba ben falciata; pure, quell'aspra natura mi seduceva tremendamente, era molto più intimamente legata alla mia esistenza, che non i meriggi di primavera ed i prati. In quel quadro naturale mi sentivo padrone di me. Lì non ero intimidito da nulla.

9 commenti:

  1. conosco poco questo autore, ma questo brano e la sua azzardata tesi, mi incuriosiscono

    un caro saluto Carla

    :-)

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  2. mishima è stato a lungo uno dei miei autori preferiti della mia adolescenza ribelle e alla ricerca di una purezza che non fosse esclusivamente letteraria, ma radice di una coscienza dimenticata da risvegliare

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  3. L'ottima Carla segue un fiuto malizioso. "Il Padiglione d'oro" è il libro per eccellenza - insieme alla tetralogia - di Mishima. Sul "Padiglione": http://samgha.wordpress.com/2011/04/11/il-tormento-e-l%E2%80%99estasi-yukio-mishima-e-il-padiglione-doro/

    Saluti, L.

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  4. Grazie, carissimi.
    finalmente è arrivato venerdì e posso concedermi un pò di riposo in ogni senso...
    leggerò con calma ciò a cui mi indirizzi Luca, e con gran piacere.
    il libro in questione non l'ho ancora finito, devo avere dei momenti tutti miei per finirlo...
    e la frase che ho postato resta enigmatica ma non impenetrabile.

    a presto :-)

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  5. Di Yukio Mishima lessi nel '92 " Dopo il banchetto" e da lì via via quasi tutta la sua produzione compreso il padiglione d'oro , confessioni di una maschera , trastulli d'animali, della tetralogia del mare ho letto solo i primi due. Ma quello che mi ha colpito di più è stato La voce delle onde, un brevissimo romanzo dove l'autore abbandona i temi torbidi di una sessualità tormentata per parlare di un amore puro appena sbocciato tra due giovani, un amore cullato dalle onde del mare. Ho realizzato un dipinto si un'asse di pane perchè lo stesso anno che ho letto questo libro ho avuto un'avventura in mare con mio figlio molto simile a quella vissuta dal protagonista e ....anche noi alla fine abbiamo raggiunto la riva. Falconier ti augura un buon anno!

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  6. Ciao Faustino, belle le tue impressioni, e chissà come è bello il tuo dipinto realizzato su un'asse di pane...

    Buon anno cari amici miei!
    andrò in montagna a rigenerarmi...
    (sotto un cielo di stelle e lenzuola gelate!:-))

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  7. Buon tutto, creatura del lago
    ondulazione d'acqua dolce...

    mm

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  8. In effetti l'uomo è un impasto di bello e di brutto, di buono e di cattivo.
    Felice 2012.

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  9. ho aggiunto un altro pezzettino...

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