Basta un attimo a cogliere il bagliore, quello eterno, quello che non si ripete, se non nella nostra mente insaziabile
Ma allora ci torna utile meditare, su questa visione e la sua apparizione, forse per sperare ancora in qualcosa di vero, perchè il sogno è l'apparenza di ciò che il nostro occhio riflette:
l'interiore proiettato ...
Aggiungo l'incipit tratto dalla mia nuova lettura: A scuola dallo stregone, Carlos Castaneda
Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino, e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, senza fiato.
Don Juan
* * *
...non si può tentare nulla di più se non stabilire il principio e la direzione di una strada infinitamente lunga. La presunzione di qualsiasi completezza sistematica e definitiva sarebbe, come minimo, un'illusione. la perfezione può essere quì ottenuta dal singolo studioso solo nel senso soggettivo in cui egli comunichi tutto ciò che è stato capace di vedere.
Georg Simmel
L'antropologia ci ha insegnato che il mondo è definito differentemente a seconda dei differenti luoghi. Non è soltanto che le persone credono in differenti divinità e si aspettano differenti destini post-mortem.
è piuttosto, che i mondi delle differenti persone hanno forme differenti. Differiscono i presupposti metafisici stessi: lo spazio non si conforma alla geometria euclidea, il tempo non scorre in continuo e unidirezionalmente, la causazione non si conforma alla logica aristotelica, l'uomo non è differenziato dal non -uomo o la vita dalla morte, come nel nostro mondo. Della forma di questi altri mondi sappiamo qualcosa dalla logica dei linguaggi indigeni, dai miti e dalle cerimonie come ci documentano gli antropologi.
[...] Castaneda afferma giustamente che tale mondo, in virtù di tutte le sue differenze di percezione, ha la sua propria logica interna. [...] L'importanza fondamentale dell'entrare in mondi diversi dal nostro - e quindi dell'antropologia stessa - sta nel fatto che l'esperienza ci porta a comprendere che il nostro mondo è anch'esso un costrutto culturale. Conoscendo altri mondi, quindi, vediamo il nostro per quello che è, e siamo perciò in grado anche di vedere di sfuggita ciò a cui deve in effetti assomigliare il vero mondo, il mondo tra il nostro costrutto culturale e quegli altri mondi. Di quì l'allegoria, così come l'etnografia.
dalla prefazione di Walter Goldschmidt