domenica 19 maggio 2013

Metafisica e identità



definizione di monade:
particella metafisica, sostanza semplice, unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri.

Heidegger si espresse così di fronte a codesta entità:
per conoscere veramente occorre portare alla luce ciò che è nascosto nella piega.

Definire l'anima è un'impresa difficile, ma non impossibile, dal momento che abbiamo la grazia di poter SENTIRE e usare la PAROLA.

Ma ri-congiungiamoci a Leibniz!
lui fu il portavoce di questo lemma. 
Barocco? dipende dal gusto del momento...
MONADE, dal greco Monas = unità

Le monadi sono particelle senza parti, sembrerebbero prive di unità ma in verità esse formano un insieme, compongono una personalità, quella che si lega al cosmo.


"Se non esistessero anime, allora non esisterebbe nessun Io, nè mondo, nè unità reali
e tanto meno moltitudini esistenziali o piuttosto, tutto nei corpi non sarebbe che apparenza.

Gottfried Wilhelm Leibniz, lettera a J Bernoulli


* * *

La grazia
conosce la trama del fiore
nel petalo rosa il mio rosa
nel rosso che goccia il mio sangue
la spina che spingi
e lo sai

*

Sgranare i rosai
sgranare dai semi la rosa
che riempie i rosai
le rose dei rossi rosai
- rinvenire -
(Bellezza dei rosai).







martedì 14 maggio 2013

Pensieri


Basta un attimo a cogliere il bagliore, quello eterno, quello che non si ripete, se non nella nostra mente insaziabile
Ma allora ci torna utile meditare, su questa visione e la sua apparizione, forse per sperare ancora in qualcosa di vero, perchè il sogno è l'apparenza di ciò che il nostro occhio riflette:
l'interiore proiettato ...




Aggiungo l'incipit tratto dalla mia nuova lettura: A scuola dallo stregone, Carlos Castaneda


Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino, e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, senza fiato.

Don Juan

* * *

...non si può tentare nulla di più se non stabilire il principio e la direzione di una strada infinitamente lunga. La presunzione di qualsiasi completezza sistematica e definitiva sarebbe, come minimo, un'illusione. la perfezione può essere quì ottenuta dal singolo studioso solo nel senso soggettivo in cui egli comunichi tutto ciò che è stato capace di vedere.

Georg Simmel


L'antropologia ci ha insegnato che il mondo è definito differentemente a seconda dei differenti luoghi. Non è soltanto che le persone credono in differenti divinità e si aspettano differenti destini post-mortem. 
è piuttosto, che i mondi delle differenti persone hanno forme differenti. Differiscono i presupposti metafisici stessi: lo spazio non si conforma alla geometria euclidea, il tempo non scorre in continuo e unidirezionalmente, la causazione non si conforma alla logica aristotelica, l'uomo non è differenziato dal non -uomo o la vita dalla morte, come nel nostro mondo. Della forma di questi altri mondi sappiamo qualcosa dalla logica dei linguaggi indigeni, dai miti e dalle cerimonie come ci documentano gli antropologi.
[...] Castaneda afferma giustamente che tale mondo, in virtù di tutte le sue differenze di percezione, ha la sua propria logica interna. [...] L'importanza fondamentale dell'entrare in mondi diversi dal nostro - e quindi dell'antropologia stessa - sta nel fatto che l'esperienza ci porta a comprendere che il nostro mondo è anch'esso un costrutto culturale. Conoscendo altri mondi, quindi, vediamo il nostro per quello che è, e siamo perciò in grado anche di vedere di sfuggita ciò a cui deve in effetti assomigliare il vero mondo, il mondo tra il nostro costrutto culturale e quegli altri mondi. Di quì l'allegoria, così come l'etnografia.

dalla prefazione di Walter Goldschmidt

venerdì 10 maggio 2013

Germogliare


* * *

* * *


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martedì 7 maggio 2013

Lettera di mio fratello Aldo, 6 maggio 2013


Ciao Carla
sono ancora a Livigno ma ho trovato il tempo di leggere il tuo libretto...pensieri davvero interessanti e profondi!
La sensazione è quella di camminare in un fitto sottobosco da dove all'improvviso giungono lampi di luce che squarciano il compatto tessuto del tempo e della vita e trapassano l'anima e lo spirito, come echi lontani che non permangono, ma fluiscono nel divenire che avvolge ogni cosa e di cui tutti facciamo parte. 
Non sempre mi giunge l'illuminazione, solo a tratti, complice credo un linguaggio a volte molto ricercato, anche complesso, frutto di una grande sensibilità interiore, accresciuta dall'esperienza personale e direi anche marcatamente femminile. La grande capacità di ascoltarsi...
Come si ritrova spesso nel pensiero dei grandi Maestri le chiavi che aprono le porte dell'Io profondo sono legate a particolari stati emotivi che entrano in risonanza con la nostra sensibilità. Sofferenza e dolore, solitudine, nostalgia (saudade)...esperienze fisiche portate al limite in contesti naturali d'eccezione, dove cadono tutte le barriere difensive, che spesso inconsapevolmente condizionano la nostra vita; e' allora che l'Essere umano, per un breve momento, acquista quella particolare consapevolezza che gli consente di varcare la luminosa e frastagliata porta della percezione...Un giorno potremmo anche parlarne. Credo che sarebbe interessante per entrambi.
Dal mio punto di vista non mi interessa tanto il discorso nostalgico dell'infanzia in cui spesso la mente si rifugia (la mia infanzia non la ricordo o forse almeno in parte l'ho volutamente rimossa in quanto l'ho vissuta come disagio giovanile in tutti i sensi). Cio che adesso inseguo è proiettato nel futuro, anche se trae origini dal passato...Ognuno di noi del resto è il risultato delle esperienze vissute, elaborate attraverso il filtro della sensibilità, della coscienza, dell'umanità che lo caratterizza e che lo rende diverso in quanto unico e già questa può essere una Verità assoluta...dunque la ricerca della "Verità",  ma non necessariamente vincolata ad una religione o ad un'altra...può essere l'eterna ricerca della fede e dell'amore, della felicità condivisa, qualcosa che appare e scompare continuamente come l'eterna lotta dei poli opposti che Hesse ben descrive...In tutto questo è fondamentale ricordarsi sempre del concetto di Lao Tse: non conta la meta finale ma essere sulla Via, solo così acquisteremo pace e tranquillità. Nulla deve essere vissuto sotto il giogo dell'ossessione e della dipendenza fisica o mentale. E ancora da Castaneda: vi sono molte strade che possiamo percorrere, ma ciò che conta veramente è una sola domanda: quella strada ha un cuore? Se ce l'ha è una buona strada, se non ce l'ha allora non serve a nulla. Dostoyeski nella prefazione alle notti bianche diceva: "mio Dio un solo istante di felicità, è forse poco sia pur per l'intera vita di un uomo?"
A presto Aldo

P.S. Al di là di questo discorso ti faccio i miei complimenti. Il tuo libretto potrebbe essere un compagno di "viaggio" per tutti coloro che cercano una Via. Difficile se non impossibile da comprendere con il raziocinio della ragione, ma certamente illuminante per chi lo legge lasciandosi trasportare dal cuore e dal sentimento. In allegato trovi anche una bella canzone di Guccini, piuttosto rara con le relative parole. Ascoltala. 

Ti cito Baudelaire in Corrispondenze

La natura è un tempio ove pilastri viventi
lasciano sfuggire a tratti confuse parole
l'uomo vi attraversa foreste di simboli
che lo osservano con sguardo a lui familiare
Come lunghi echi che da lungi si confondono
in una misteriosa e profonda unità
vasta come la notte e il chiarore del giorno
colori, profumi e suoni si rispondono

* * *




*Quando si riceve un regalo così bello, il primo desiderio è di condividerlo col mondo.

domenica 5 maggio 2013

Lago e criniera


Criniera, 

nasce Venere dal lago

sangue del mio sangue

la sua pupilla fragile.

L'equilibrio è la risorsa.



venerdì 3 maggio 2013

Pareidolia


Il poeta è l’acrobata del cielo
tende alla sfida tendendosi sul filo
come il funambolo sul vuoto.
La ragione che lo genera potente
si eleva, in levità di spazio
-si aggrappa all’intuizione –
per raggiungere lo slancio sfida il vuoto,
lo teme e lo nidifica.

Michelangelo ha disteso le sue dita
sull’affresco del mio lago.



il glicine fiorisce

- un'esplosione di lillà -

il merlo la stinge.

mercoledì 1 maggio 2013

Bianco di seppia



- Il lago è incendiato di blu
accoglie i nostri corpi come un'ostia -

*
La poesia è uno stato mentale
conosce ogni strato dell'aria
la materia senza forma, la sostanza
che attraversa la distanza.

*

Mantra,
acceso nel mio fiato
la carne tua che posso modellare.
L'incastro delle lingue
asseconda la mia fame.
Lo scambio dei doni è un bacio sacrale
metamorfosi - fatale - di un destino.

*
la scrittura è un percorso di carenza
formazione di coscienza
sub-cosciente.

*

Sono immersa
nel liquido caldo.
Non m'importa
se sopraggiungerà la morte,
se l'essere ontologico
si avvicina all'empiristico.
Mi interessa sentire
la risposta del mio derma
che raccoglie ogni goccia dal marmo
bianco di seppia.