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Sono stata benissimo a San Paolo di Jesi in questi due giorni di ottobre, ho vissuto il momento della premiazione con emozione e gratitudine, mi sentivo a mio agio tra persone cordiali e generose, sapendo già che avrei condiviso con loro la bella serata, la festa del Vì di visciola, vino tipico del luogo al caratteristico sapore di ciliegia selvatica, corposo e leggero al contempo.
Gli artisti che ci hanno donato le loro opere sono persone particolari, sensibili, interessanti…
La mia poesia è stata letta da Diana, e il suo timbro di voce delicato mi ha veramente commosso.
L’artista Angela mi ha detto che pensava il titolo “Grumello” della mia poesia fosse riferito ad una zona, “Grumello del monte” in provincia di Bergamo….la cosa mi ha fatto piacere perché l’ambivalenza delle parole a volte risulta affascinante.
In realtà si tratta di un vitigno tipico della Valtellina, fa parte del trio più famoso di rossi:
Sassella, Inferno e Grumello.
Ma proseguiamo, inoltriamoci nel piccolo borgo al centro di San Paolo di Jesi…l’enoteca è dietro l’angolo, affrettiamo il passo…è un posticino delizioso come il sommelier che la governa, col suo aiutante che asciuga in continuazione i calici di ogni misura…ci versa il Verdicchio di jesi dal giallo colore paglierino, corposo e delicato, fresco!
Poi è la volta del vìsciola…un gusto avvolgente, la ciliegia selvatica si libera all’interno del palato, rilascia le sue particelle corpose, dolciastre, asprigne e violette…una vera estasi del gusto che si scioglie coi cantucci.
Usciamo, l’aria freschissima e piacevole rinfresca le guance appena arrossate dalla degustazione…in piazza si friggono frittelle e si versa altro vino, un gruppo di musicanti fa le prove del concerto, protagoniste le canzoni del Ligabue.
I mercatini si snodano lungo le vie, all’inizio semivuoti, poi….file lunghissime per un vassoio di polenta e salsiccetta, carne alla brace e cantucci tiepidi da inumidire nel vino.
Una caratteristica che non conoscevo è stata quella dei carri, passavano versando vino nei bicchieri gratuitamente.
Ma anche quella delle finestre piccole!:-)
Ma non c'era solo il vino, anche la fattoria che ci ha ospitato era magnifica immersa nel silenzio delle vigne profumate, con lo spicchio di quarto di luna accanto al campanile di fronte, a Castelbellino.
Abbiamo acquistato l'olio buono, di loro produzione, e abbiamo fatto un bel giro seguendo il sentiero verso quel campanile, in mezzo alle vigne e agli ulivi robusti.
Al ritorno siamo usciti a Senigallia, ci andavo in vacanza con i miei, da ragazza....che bella la piazza, il mare azzurrissimo e la fontana dei piccioni!
Abbiamo pranzato in una stuzzicante terrazza sul mare con insalatina di seppie e finocchietto contornata di noci e melograna, il tutto annaffiato con freschissimo oro di Jesi :-)
Che bel ricordo questo viaggio!
Una delle cose che ho apprezzato di più, oltre all'ospitale generosità di chi ci ha accolto, è stata la bella iniziativa del libricino che raccoglie le poesie premiate con rispettive motivazioni della giuria.
La mia la aggiungo sotto la poesia.










