mercoledì 25 aprile 2012

Omeomerie

La realtà
è composta da due facce;
lo spazio tridimensionale
e l'immagine olografica che vi proiettiamo.
Ma le informazioni, nello spazio,
sono un ologramma tridimensionale.
Usiamo i semi di Anassagora
come fossero la terza realtà.


Medusa,
schiacciata sul cranio
imprime ra-mi-fi-ca-zio-ni.
Ti stringo nel pugno
e mi esplodi.

*
Basterà il pensiero
a far sboccare
in pura magia
l'universo della pelle.

8 commenti:

  1. "Basterà il pensiero/a far sboccare/in pura magia/l'universo della pelle" scrive Carla. Quasi ad insinuare che la corporeità [l'universo della pelle] è la risultante di una deiezione, quella del pensiero, del νοῦς. Come ad inoculare - in questa gnosi per/versa - che al corpo spettano le frattaglie dello spirito.

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    1. analisi *verace*, mio caro Luca, grazie!

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  2. sono propenso a interpretare l'ultimo frammento, il mio preferito, come l'elogio all'immaginazione, alla fantasia, alla creatività che sono alla base di un sempre vivo amore

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  3. Buona giornata.

    "La realtà
    è composta da due facce"
    quindi hai intuito l'airone..
    che diventerà Giano,
    e così lo spazio-tempo... concetti, concetti...

    che siano olograficamente rappresentati e per sintesi secondo esperienza, quindi "vissuti" (concettualizati) è, però importante ed al contempo sorprendente stabilirene il percorso, lasciando ai greci quel che è dei greci s'intende.


    Ciao Carla mi è piaciuta molto.

    La mia prima parte sull'airone e Giano ti sembrerà ermetica.... la tua (tutta) è molto più bella!

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  4. Interessante componimento che per me raggiunge l'apice negli ultimi versi, una specie di equilibrio poetico del precedente riflettere sulla composizione della realtà. Realtà che sembra avere più dimensioni, lo spazio che in fondo non sembra essere altro che la proiezione del pensiero.
    Mi piace anche molto la soluzione grafica e stilistica di ra-mi-fi-ca-zio-ni. :-)
    Buona serata
    Daniele

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  5. Grazie a tutti, siete carinissimi!:-)
    ammetto che l'ultima poesia è quella che sento più mia, scaturita direttamente dal puro intelletto.

    a presto

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  6. molto piaciuti - e su quelli mi soffermo perché importano ispirazione toccante per me - i versi su Madusa per la stringatezza esplosiva delle immagini resa notevolmente dalle tue parole: più d' una immagine ma tutte tenute egregiamente dalla 'velocità" di esecuzione. qui a Medusa sembra concesso di conservare la testa ma l' atto di schiacciamento è atto maschile per soggiogarla senza rischiare il 'colpo di fulmine amoroso' - la pietrificazione - senza rischiare l' oblio: possederla viva [forma perversa?] per rapinarne il divino contenuto ( testa) e sfamare al contempo il proprio corpo unendosi ad essa disarmandola nascondendo quel viso la cui maschera era usata in antichità nelle cerimonie sacre e nei misteri riservati alle donne per allontanare gli uomini. [ma poi come saprai attorno a Medusa nella storia si trovano svariate interpretazioni tutte suggestive e attinenti al suo mito] tornando ai versi nella 'seconda' parte risolvi la prima immagine che vede [sono d' accordo con quanto esprime Daniele]ra-mi-fi-ca-zio-ni* sparse [la terra - i rami /radici/persino la vite:-)] - almeno a mia percezione - passando in prima persona nel testo incarnandoti
    nel feminino - la guerra dei sessi e quindi anche solvere il conflitto con le tue metà - e come Grande Madre sovrasti la soggiogazione e crei l' universo (mi esplodi) pugno visto come unione - legame - tenere legato il tutto. l' Uno. intensa anche la connotazione sensuale indispensabile in questo 'gioco' questa la mia lettura personale. buon giorno a te Carla e ai tuoi ospiti.
    paola

    *non dimentico che sono serpenti i capelli sciolti della terribile divinità ma a me ha fatto anche venire in mente che sono segno di sottomissione (e qui il paradosso affascinante) ma anche che i taoisti per conteplare l' Uno portano i capelli sciolti. scusa la divagazione.

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  7. Paola, la tua interpretazione è veramente suggestiva, ti ringrazio!

    Sviscerare nuove informazioni da un breve testo è un compito difficile, e da ciò si percepisce, forte e chiara, tutta la potenza del simbolo.

    Su Medusa posso dirti che ho visto un documentario poco tempo fa, e mi fece quasi pena la figura di questa creatura condannata in eterno...
    Benedetta la mano di Perseo, il suo ingegno, e lo scudo.

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