domenica 22 luglio 2012

Cromatismi


Non ho ancora iniziato il libro che desidero leggere
pensavo alla morte, a come potrebbe sorprendermi
alle cose da riordinare, prima che
la sua folata perentoria recida
nuovamente il mio cordone.

*

- Ombre flessuose -
si adagiano nel verde
a sua volta adagiato sul baratro
di un lago
- come fiordi su un ghiacciaio -

*

Demiurgo del lapis
la mente sempre attiva,
nel suo gioco disperato di sedurre
muore sul foglio.

*

Le montagne sono
drappeggi di seta
e il lago
un arabesco di cristalli
*cobalto e argento*
intessuti come fossili
nell'assoluto assetto delle stelle.


* * *

Santissima Trinità (alla)

Abiurare la mia volontà
sarebbe una morte infierita con la crudeltà della ripetizione
- la morte è unica e sola -

Pensavo a Giordano Bruno,
alla sua lotta ai Dogmi della Chiesa,
alla fierezza dell'intelligenza quando ritratta per la sopravvivenza
solo per guadagnare una manciata di tempo,
che equivale alla stesura di "qualche" manoscritto
(contenente l'ombra del dubbio che scotta)
da inviare al Papa del momento
che archivierà tutto nel suo bunker
di cenere e Santi.



11 commenti:

  1. Mi piacciono.
    Stefano

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  2. folata e recidere/ bunker di ceneri e Santi

    sono a parer mio bruttine Carla.

    Sono "note" polemiche, dettate dalla secolarizzazione, più' che
    dalla "poesia" e questi cozzano con la sinuosità del pensiero "poetico".

    Questo mia non è una nota polemica, in difese, ma solo mia personalissima estetica.

    Ciao, una buona settimana.

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    1. :-)

      quei versi non avevano nessuna presunzione di risultare belli, l'intenzione quì, è solamente quella di trasmettere cosa mi ha colpito durante la trasmissione che ho visto sabato sera, dove si parlava di inquisizione e anche di Galileo Galilei...vado matta per certe spiegazioni storiche riviste alla luce di una civiltà più liberale.

      Così ho mischiato le prime poesie altamente poetiche alla durezza che non può essere poetica, perchè la realtà dei fatti ha avuto un esito tragico.

      Un buon inizio settimana a te, Michele, e sappi che mi fa tanto piacere quando qualcuno muove critiche istruttive ai miei testi.

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    2. grazie della risposta esauriente che mi permette esteticamente di avere ragione. Sulla valutazione e sulle valutazioni storiche la questione è assai complessa e non di facile lettura, la secolarizzazione è atto arbitrario, con serenità e con appropriata visione storica si potrebbero comprendere i drammi "inevitabili" e anche le facili ed ovvie condanne ora chiamate "liberali". Non è in discussione la line di diritto, fatta salva dal progresso, è semmai in discussione il metodo d'indagine, che non separato dalle emotività, si porta dietro soggettività familistiche forse compassionevoli, a ragione dell' ultima "ragione", dimenticandosi la verità complessa della storia. Si è quindi più' interessati all'evento, alla visione metapsichica di questo, dimenticandosi di tutta quella "semiotica" storica che ne ha portato la causa. Le letture (come dici) sono sempre politiche, ma queste rispondono ad altre ragioni altri incanti. Compito della poesia oltre a non averne come è ovvio, è quella di denotare le ambiguità, di perlustrare le sindacabili voci, di costruire quindi l'espressione, la parola, la nuova lingua.

      -a tempo perso di Lunedì, scusa la saccenza mai permessa.

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  3. Sono di una bellezza che recide il gesto, lo lascia sospeso con il pensiero.
    Un sorriso Tiziana

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  4. ..la carnosa bellezza delle tue note in sillabe..

    è "quasi estate"...forse persino lì nell'acqua del "tuo mare"...

    un abbraccio stretto..
    m.

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  5. un grazie sentito anche agli altri miei cari
    insieme ad un sorriso :-)

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  6. Mi sembrano versi ricchi e nervosi, con qualche inceppamento che però sembra voler corrispondere alla natura indigesta di qualche "grumo" concettuale, confermato anche dall'irritazione estetica di Aer. Interessante l'indifferenza alla bellezza (che però in diversi punti c'è) manifestata in questa prova. Ciao :-)

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  7. Grazie Elio, in fondo l'utilizzo del blog può essere indirizzato anche in questo senso: permettere ai concetti di fluire, ai pensieri di farsi materia, sempre nel gioco linguistico che più ci somiglia...associandosi cosìa quel campo di immagini e sensazioni che viene definito: Arte.

    Bella la tua penultima immagine, il pennello sembra volare su filigrana :-)

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  8. Mi hanno particolarmente e favorevolmente colpito i primi versi, quelli sulla morte. Li trovo molto belli e intensi ed esprimono un sentimento anche da me provato. La poesia alle volte deve costruire immagini universali per dire ciò che è sentimento comune.
    Difficile dire cosa sia "la" poesia in generale o quale sia "il" suo compito. Forse proprio non avere compito.
    Sono concorde con il discorso sulla secolarizzazione di Michele; per quanto essa non possa essere negata in quanto fatto, nell'interpretazione occorre usare cautela. Se poi aggiungiamo che la secolarizzazione tende a sostituire le interpretazioni ai fatti, allora è evidente il circolo in cui il mio discorso cade. E' proprio grazie alla secolarizzazione che possiamo non essere solo liberali (e dare ragione alla ragione) e considerare certe cose inevitabili. Circolo vizioso? Forse sì, ma chi ha detto che il vizio non sia preferibile? :-) A parte gli scherzi, è ben vero che forse "oggi" è più semplice dare ragione a Giordano Bruno contro la Chiesa, che non schierarsi dall'altra parte, tuttavia anche se sfumato e attento alle complessità il giudizio storico può avere fondamento, è lecito e doveroso esprimerlo, non in virtù di qualche cosa posto al di fuori, ma di qualche cosa posto nella storia stessa.

    Un caro saluto

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    1. Grazie Daniele, per la tua chiara esposizione di pensiero, piacevolissima da leggere...
      il compito della poesia è infatti un non compito, dal momento che la poesia è, per mia definizione, la forma più alta e libera, del pensiero umano.

      un caro saluto a te!

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