mercoledì 3 settembre 2014

Teoria dei colori, Zur farbenlehre


Noi percepiamo il colore
in base allo stato d'animo
(al sentimento, detto Goethianamente)
perciò, i gialli luminosi che ora incontro
gioiscono come violini
nell'Ouverture di Vivaldi
e stridono come i viola
- evoluzione e miscela
di blu giallo e rosso -
nello stesso componimento
perchè l'anima (la sostanza)
è plurifasica.


Amo il rosso
ma non disdegno l'azzurro
nella loro miscela
c'è il gelo e l'arsura
- la fiamma -
come in ogni espressione
dell'essere volubile.

*

I chiaro scuri del cristallino
non possono separarsi.
Esiste, nell'occhio umano
una cromia chiamata: farbenlehre.

*

Il mondo in bianco e nero
mi ricorda la proiezione di un film:
La parete di fango.

*

Cerchi ampi
circoscrive la poiana
poi di colpo cambia rotta
esorta, la mente
a deviare.
La traiettoria dell'occhio
la segue;
scompare.

*

Quando insegui un'idea
si oscura la capacità di esporla.
Quando la conosci
puoi permetterti di centellinarla.




La mente
è un tripudio di immagini.
che si sovrappongono
con metodo e disordinatamente
lasciano spazio all'interpretazione.


.

3 commenti:

  1. Dalla lettura del saggio sui colori di Goethe posso appoggiare, senza ombra di dubbio, l'affermazione che attesta:
    *soltanto con la trasformazione della luce nell'occhio di chi guarda si forma il singolo colore.*

    Erlebnis ...

    (ecco spiegato il daltonismo!;-))

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  2. Risposte
    1. :-)
      anche a me piace l'idea di essere un caleidoscopio!

      in montagna ho scritto parecchio e ho fatto foto con una luce gialla incredibile...

      ho ritrovato il mio campo di crochi! :-)

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