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lunedì 17 luglio 2017

lunedì 10 luglio 2017

Dedicata al "grande Padre" Giancarlo Vitali


Densità della materia
dentro l'occhio smerigliato
verde acqua, la risacca
con Vivaldi in contrappunto
la sapienza del maestro
il suo studio
cadenzato dal silenzio
dai vapori dentro il lago
una finestra.
 

Il suo magma condensato
mi rivela l'altro sguardo;
la memoria è un breve tratto
bianco e nero
di una musica sull'acqua
che trasporta oltre corrente

mercoledì 21 settembre 2016

Ontologia del Poeta




Ci sono due tipologie di poeti: la prima non legge nessun poeta, la seconda ne legge molti, anche troppi.
La prima produrrà una serie di presuntuosi che si spacciano per avanguardisti, ma semplicemente vanno ‘ad lumen nasi’, o peggio ancora confondono la poesia con il primo pensiero che frulla in zucca, sono insomma degli ignoranti, dei supponenti, dei palloni gonfiati – e facilmente li si sgonfia… Hanno un’idea solipsistica, onanistica dell’arte, ma che cos’è l’arte se non dialogo col mondo? (autori, lettori, critici, politica religione, costume, e ovviamente la tradizione).
La seconda categoria è quella dei poeti DOC. Il rischio per loro è di sentirsi psicologicamente schiacciati dalla validità o dalla forza o dalla bellezza dei poeti che essi hanno letto. Il pericolo è di fermarsi alla contemplazione, all’ammirazione che toglie la parola di bocca e non vedere gli inevitabili punti di debolezza della loro poetica (che sono poi gli stessi del loro rapporto con il mondo, generati dagli stessi meccanismi mentali).
Il segreto è: leggere, certo, ma pensare nel contempo in modo critico, ossia il saper misurare la via che uno ha intrapreso, ma nello stesso tempo chiedersi se non si possa fare in altro modo, sviluppando intuizioni che inevitabilmente da qualsiasi lettura ci provengono, rispecchiando il nostro tempo ma parlando a tutti i tempi. E’ dalle letture che nasce lo stimolo, perché nella lettura misuri la personalità, il carattere, la psicologia, la visione del mondo di chi scrive e ti rendi conto delle soluzioni che egli ha adottato. In un certo senso ti metti in colloquio con lui e poni domande, contesti, approvi, sviluppi alternative, ecc. ecc. E’ sulla poetica che bisogna ragionare, a cominciare dalla piccolissima, prima ma decisiva domanda: perché io scrivo?
Ti confesso che non ho ancora risposto a questa domanda, ma a volte mi sorge il dubbio che se vi rispondessi smetterei di scrivere, esattamente come se scoprissi con certezza l’esistenza di Dio perderei la Fede. Tuttavia è necessario formularla, e riflettervi a lungo, sapendo che ogni risposta non è quella, o meglio, può essere una risposta per il momento, non definitiva. La tua poesia è, in qualche modo, la tua ontologia.
Dunque, leggi (almeno tu che hai tempo…) ma non lasciarti schiacciare, mettiti in rapporto dialettico con la loro poetica e troverai la tua poesia, che scaturisce non da altro che con il confronto critico con la tradizione e ovviamente i contemporanei.”



[Gianmario Lucini]

mercoledì 3 agosto 2016

hybris



L’inerzia non mi appartiene

così come mai

mi appartiene la vita -

Ora che lo so, qualsiasi cosa accada

sono pronta –

Perché è nel pieno del corpo

che si individua – senza reticenze –

il vuoto e lo spazio

il libero accesso –





giovedì 21 luglio 2016

Alta quota


Sempre attuali le cloache
così le chiamava il Poeta
di Marradi
- massima stagnante
nei bassifondi dell'umanità -

*

Chissà quante frustrazioni hai dovuto subire
secondino in mezzo ai lupi
- la barbarie del sapere -
Eppure ti diletti
a contemplare i disastri
in mimesi con Dio.

*

Quando si acquisisce la sicurezza
nulla appare più leggero
dell'aria buona che si respira
ad alta quota.
A una quota intermedia
la consapevolezza è un dono.




sabato 28 maggio 2016

Poesia singolare






Sono stanca
delle ripetizioni 

Non sappiamo più ascoltare
la nostra interiorità.

Il Domenico parla di paletti
in dialetto
ci tiene all'orto 
e agli olivi
(che cura con l'insetticida
un anno mi ha stecchito l'erba salvia).
Ha mani buone, e cuore forte.

Io intanto, penso all'amicizia
penso a quanto
ci colleghi con i morti.

venerdì 29 aprile 2016

Dinamica del pensiero poetico





La costruzione

avviene per esclusione

di materiale superfluo.

 

*

 

Il quaderno è immenso.

Ammiro la pagina bianca.

 

*

 

Un margine di senso

in cui sentire

l’inconciliabile.

Questo è lo scopo.

 

*


Come avviene il miracolo della scrittura?

Con la metamorfosi.

 





martedì 5 aprile 2016

Campo di energia


Il pensiero è la forza più sottile e penetrante di tutto l’universo.
Pensando, noi emettiamo potenti campi magnetici in grado di impregnare e influenzare
ciò che ci sta attorno.
Per questo motivo sentiamo l’umore delle persone che frequentiamo e ne veniamo condizionati.
Per questo motivo generiamo energia libera e alla massima potenza.

giovedì 10 marzo 2016

Attesa di un tempo




Il canto esordisce
nel mio giardino lacustre,
si fa lentamente muschiato
come un odore.

*

La criniera è tornata
- lucida e maestosa -
a coronare il mio corpo.
La forza di Sansone
nella mia.

*

Le rose, le rose, ancora le rose
lussuria liquida sugli zigomi del mondo.

La voce non invecchia
lascia intravedere
cieli immensi.



giovedì 25 febbraio 2016

Plesso solare





Ciò che fa stare bene ogni organo
è la visione di una Natura selvatica
dove l’armonia si fonde con i suoni
e la danza prende forma di rituale
dove regna l’ululato
sterminato delle lande
dove i suoni si riversano nel corpo
che non smette di danzare.
È un’osmosi della forza che ci lega
ai primati della terra.

*

Plesso solare e quarto Chakra
i punti deboli da rinforzare
La carenza si fortifica nel prana
che massaggia ogni mio strato
sostrato di pelle.



.

martedì 29 dicembre 2015

Iperbole



Siamo riusciti ad invitare i nonni
- Il servizio è pari a un pranzo di Babette -
Il danno è accaduto dopo -
Prima di Natale.
Merita fiducia, l’idraulico
Mentre si appresta ad usare gli arnesi.
Il tubo si è rotto
Dopo e
Anche le piastrelle.
Sembrava tutto risolto ma poi
La triste scoperta
La lavatrice non scarica, trattiene tutta l’acqua nella vasca
Insieme ai panni sporchi.
Il danno è ancora idraulico.
Il verdetto dell’idraulico:
Usare solo detersivo liquido.


martedì 3 novembre 2015

La Verità è una terra senza sentieri, di Jiddu Krishnamurti




"Questa mattina parleremo della dissoluzione dell’Ordine della Stella. Molti ne saranno felici e altri ne saranno rattristati. Ma non si tratta di gioirne nè di rattristarsene, perché è inevitabile, come vi spiegherò. Forse ricorderete la storiella del demonio che passeggia per la via con un amico; a un certo punto, davanti a loro, un uomo si china a raccogliere qualcosa per terra, lo guarda e se lo mette in tasca. L’amico chiede al demonio: “Che cosa può aver raccolto quell’uomo?” “Ha trovato un pezzo di verità”, risponde il demonio. “Ah, è un brutto affare per te, allora!” osserva l’amico. “Oh, niente affatto – replica il demonio – adesso farò in modo che la organizzi.”
Io sostengo che la verità è una terra senza sentieri e non la si può avvicinare da nessun tipo di percorso, religione o setta.
Questo è il mio punto di vista, al quale aderisco in modo assoluto e incondizionato. Essendo la verità illimitata, incondizionata, non raggiungibile da nessun tipo di strada, non può essere organizzata né si dovrebbe formare nessuna organizzazione per guidare o forzare le persone a percorrere vie particolari.
Se innanzitutto comprendete questo, allora vedrete quanto sia impossibile organizzare un credo. La fede è una questione puramente individuale e voi non potete e non dovete organizzarla; se lo fate, diventa una cosa morta, cristallizzata, diventa un credo, una setta, una religione da imporre agli altri. E’ questo che tutti cercano di fare nel mondo.
La verità viene ridotta a qualcosa di ristretto, a una specie di trastullo per coloro che sono deboli, che si sentono momentaneamente insoddisfatti. La verità non può essere “portata giù” è piuttosto l’individuo che deve fare lo sforzo di innalzarsi fino ad essa. Non potete portare a valle la cima del monte, se volete conquistare quella cima dovete attraversare la valle e arrampicarvi su per la salita, senza temere i pericolosi precipizi.
Questo è il motivo principale, dal mio punto di vista, per il quale l’Ordine della Stella deve essere dissolto.
Ciononostante, voi probabilmente formerete altri ordini, continuerete ad appartenere a qualche organizzazione alla ricerca della verità.
Io non voglio appartenere a nessuna organizzazione di tipo spirituale, vi prego di comprenderlo. Potrei usufruire di un’organizzazione per andare a Londra, per esempio, ma questo è tutto un altro genere di organizzazione, puramente meccanico, come le poste o il telegrafo. Posso fare uso di una macchina o di una nave per viaggiare, si tratta soltanto di meccanismi fisici, che non hanno nulla a che fare con la spiritualità.
Sostengo, di nuovo, che nessuna organizzazione potrà mai guidare l’uomo alla spiritualità. Se si crea un’organizzazione a questo scopo, questa diventa una specie di stampella, un punto di debolezza, una schiavitù che paralizza l’individuo, che gli impedisce di crescere, di stabilire la sua unicità, che risiede nella scoperta per conto suo della verità assoluta, incondizionata. E questo è un altro motivo che mi ha fatto decidere di dissolvere l’Ordine della Stella di cui mi sono trovato ad essere il capo, nessuno mi ha spinto a prendere questa decisione. E non si tratta di un gesto grandioso, perché io non voglio seguaci, e lo dico sul serio. Nel momento in cui seguite qualcuno, cessate di seguire la verità.
A me non importa se siete attenti a quello che dico oppure no. Io voglio fare una certa cosa nel mondo e intendo farla con molta fermezza e concentrazione. C’è una sola cosa che mi preme: rendere l’uomo libero. Desidero che sia libero da tutte le gabbie e le paure, e che non fondi nuove religioni, nuove sette, e che neppure enunci nuove teorie o filosofie. E allora naturalmente mi chiederete perché vado continuamente in giro per il mondo a parlare. Ve lo dico subito: non certo perché desideri dei seguaci o voglia formare un gruppo di discepoli speciali. (Si sa quanto gli uomini amino essere diversi dai loro simili, per quanto la loro distinzione possa essere assurda e superficiale! Io non voglio incoraggiare questa assurdità.) Io non ho discepoli né apostoli, né sulla terra né nel regno della spiritualità. Non è la lusinga del denaro né il desiderio di una vita comoda ad attirarmi. Se fossi attratto da una vita comoda non sarei venuto a questo raduno, né vivrei in un paese così umido!
Vi sto parlando con franchezza perché voglio che le cose siano chiare una volta per tutte. Non voglio che si ripetano queste discussioni anno dopo anno.
Un giornalista che mi ha intervistato, ritiene che dissolvere un’organizzazione formata da migliaia e migliaia di membri sia un gesto eccezionale, e mi ha detto: “Che cosa farà dopo? Non avrà seguaci, la gente non l’ascolterà più.” Ma io dico che se ci fossero anche solo cinque persone che ascolteranno, che vivranno, che rivolgeranno il volto verso l’eternità, sarà sufficiente. A che serve avere intorno migliaia di persone che non comprendono, imbalsamate nei pregiudizi, che non vogliono sentire il nuovo ma che piuttosto traducono il nuovo per il proprio sterile stagnante sé?
Vi prego di non fraintendermi, se vi sto parlando in maniera dura non è per mancanza di compassione. Se andate da un chirurgo per un’operazione, non è forse bene che vi operi anche se può causarvi del dolore? E, allo stesso modo, se vi sto parlando in modo diretto, non è per mancanza di vero affetto, anzi, è il contrario!
Come vi dicevo, il mio scopo è soltanto uno: rendere l’uomo libero, sollecitarlo verso la libertà, aiutarlo a interrompere i suoi limiti, perché soltanto questo potrà dargli eterna felicità e un’incondizionata realizzazione del sè.
Poiché io sono libero, incondizionato, completo – non una parte, non il relativo, ma la completa verità che è eterna – desidero che coloro che cercano di comprendermi siano liberi; senza seguirmi, senza fare di me una gabbia che diventerà una religione, una setta. Costoro dovrebbero essere liberi da tutte le paure – dalla paura della religione, della salvezza, della spiritualità, dalla paura dell’amore, della morte e della vita stessa. Così come un artista dipinge un quadro per la gioia di farlo, esprimendo se stesso, la sua gloria, il suo benessere, io faccio questo senza volere nulla da nessuno.
Voi siete abituati all’autorità, a un’atmosfera autoritaria, che pensate vi possa condurre alla spiritualità. Voi pensate e sperate che qualcuno, dotato di straordinari poteri, possa operare il miracolo di trasportarvi nel regno di libertà eterna che è felicità. Tutto il vostro modo di vedere la vita è fondato su quell’autorità.
Mi avete ascoltato per tre anni ormai, senza che siano avvenuti cambiamenti, eccetto che in poche persone. Ora, analizzate quello che dico, siate critici, in modo da comprendere interamente, fondamentalmente.
Quando cercate un’autorità che vi conduca alla spiritualità, siete automaticamente costretti a costruirvi intorno un’organizzazione. E creando quell’organizzazione, che pensate vi possa aiutare spiritualmente, vi rinchiudete in una gabbia.
Se vi sto parlando con franchezza, vi prego di ricordare che non lo faccio per durezza o per cattiveria, e nemmeno sull’onda dell’entusiasmo del mio scopo, ma perché voglio che comprendiate quello che dico. Questo è il motivo per cui siete qui, e sarebbe uno spreco di tempo se non vi spiegassi in modo chiaro e deciso il mio punto di vista.
Per diciotto anni vi siete preparati all’evento della venuta del Maestro del Mondo. Per diciotto anni vi siete organizzati, avete cercato qualcuno che portasse nuova gioia ai vostri cuori e alle vostre menti, che trasformasse la vostra vita, portandovi una nuova comprensione; qualcuno che vi elevasse a un nuovo livello di vita, che vi incoraggiasse, che vi liberasse – e ora, guardate che cosa sta succedendo!
Pensateci, ragionate, e scoprite se e in che modo quel credo vi abbia resi diversi – non parlo della superficiale differenza di portare un distintivo, che è una cosa banale, assurda. In che modo quel credo ha spazzato via tutto ciò che non è essenziale per la vita? E’ questo il solo metro di giudizio: in che modo siete più liberi, più grandi, più pericolosi per qualsiasi società basata su cose false e non essenziali? In che modo i membri di questa Organizzazione della Stella sono diversi?
Come dicevo, vi siete preparati per diciotto anni a ricevermi. Non mi importa se credete che io sia il Maestro del Mondo o no, questo ha pochissima importanza. Appartenendo all’organizzazione dell’Ordine della Stella, avete dato la vostra solidarietà e la vostra energia al riconoscimento di Krishnamurti come il Maestro del Mondo – in modo parziale o totale: totalmente per coloro che seriamente cercano e solo parzialmente per quelli che si sentono soddisfatti con le loro mezze verità.
Vi siete preparati per diciotto anni e guardate quante difficoltà interferiscono nella vostra comprensione, quante complicazioni, quante banalità. I vostri pregiudizi, le vostre paure, le vostre autorità, le vostre chiese nuove e vecchie; io dico che tutto questo è un ostacolo alla comprensione. Non riesco a esprimerlo più chiaramente di così. Non voglio che siate d’accordo con me, non voglio che mi seguiate, voglio che comprendiate quello che dico. Questa comprensione è necessaria, perché i vostri credi non vi hanno trasformato, vi hanno soltanto creato complicazioni, perché non siete disposti ad affrontare le cose così come sono.
Voi volete soltanto i vostri dei – nuovi dei al posto di quelli vecchi, nuove religioni invece delle vecchie, nuove forme al posto delle vecchie, tutte cose ugualmente inutili, tutte barriere, limitazioni, stampelle. Al posto delle vecchie distinzioni spirituali e dei vecchi oggetti di venerazione ne avete di nuovi.
Per la vostra spiritualità dipendete tutti da qualcun altro, e così per la vostra felicità, per la vostra illuminazione. E, nonostante vi siate preparati a ricevermi per diciotto anni, quando dico che tutte queste cose non servono, quando dico che le dovete lasciare da parte e guardare dentro di voi per l’illuminazione, per la gloria, per la purificazione, per l’incorruttibilità del sé, nessuno di voi è disposto a farlo. Ce ne possono essere alcuni, ma veramente pochissimi.
E allora, perché avere un’organizzazione? Perché avere attorno gente falsa e ipocrita che mi segue come personificazione della verità? Non sto dicendo cose dure o scortesi, ma siamo arrivati a un punto in cui bisogna affrontare le cose come sono.
L’anno scorso vi dissi che non avrei accettato compromessi e pochissimi mi ascoltarono. Quest’anno lo sto dicendo in modo assolutamente chiaro. Non so quante migliaia di persone dell’Ordine, in tutto il mondo, si siano preparate a ricevermi per diciotto anni, eppure non sono disposte ad ascoltare incondizionatamente, completamente, quello che dico.
Come ho detto prima, il mio scopo è di rendere l’uomo incondizionatamente libero, perché sostengo che l’unica spiritualità è l’incorruttibilità del sè che è eterno, è l’armonia fra la ragione e l’amore. Questa è l’assoluta, incondizionata verità, che è la vita stessa.
Perciò voglio che l’uomo sia libero, esultante, come gli uccelli nel cielo limpido, leggeri, indipendenti, estatici nella libertà.
E a voi, che vi siete preparati per me per diciotto anni, ora io dico che dovete essere liberi da tutte queste cose, dalle vostre complicazioni, dai vostri legami.
Per questo non avete bisogno di avere un’organizzazione basata su credi spirituali.
Perché avere un’organizzazione per cinque o dieci persone nel mondo che comprendono, che lottano, che hanno messo da parte tutto ciò che è superficiale?
E per quelli che sono deboli, non ci può essere nessuna organizzazione che li aiuti a trovare la verità, perché la verità è in ciascuno di noi; non è lontana, non è vicina, è eternamente qui.
Le organizzazioni non possono rendervi liberi, nessuno dall’esterno può rendervi liberi; non lo potrà fare un culto organizzato nè l’immolarsi per una causa; non vi libererete creando voi stessi un’organizzazione, e nemmeno tuffandovi in opere varie. Per scrivere le vostre lettere usate una macchina, ma poi non la mettete su un altare per venerarla; eppure è questo che fate quando le organizzazioni diventano il vostro interesse principale.
“Quanti membri conta la sua organizzazione?” Questa è la prima domanda che mi fanno i giornalisti. “Quanti seguaci avete? Da questi numeri potremo giudicare se quello che dice è vero o falso”. Io non so quanti siano e non mi interessa. Come dicevo, se anche una sola persona si fosse liberata, basterebbe.
Ripeto, voi pensate che solo certe persone abbiano la chiave del regno della felicità. Nessuno ce l’ha, nessuno ha l’autorità di tenere quella chiave. Quella chiave siete voi stessi e soltanto nell’evoluzione, nella purificazione e nell’incorruttibilità di quel sé, c’è il regno dell’eternità.
Allora vedrete l’assurdità della struttura che avete costruito, alla ricerca di un eterno aiuto, dipendendo da altri per il vostro conforto, la vostra felicità, la vostra forza. Tutto questo si può trovare soltanto dentro di voi.
Siete abituati a sentirvi dire da qualcuno quali progressi avete fatto, quale sia la vostra condizione spirituale. Quanto siete infantili! Chi, se non voi stessi, potrebbe dirvi quanto siete belli o brutti interiormente? Chi, se non voi stessi, può dirvi se siete incorruttibili? Voi non siete seri in queste cose.
Ma coloro che realmente desiderano comprendere, che vogliono trovare ciò che è eterno, senza principio né fine, cammineranno insieme con maggior intensità e saranno un pericolo per tutto ciò che non è essenziale, che non è reale, per ciò che è in ombra.
E queste persone si concentreranno, diventeranno la fiamma, perché esse comprendono. Dobbiamo creare un nucleo così, è questo il mio scopo.
Perché da quella reale comprensione deriverà una vera amicizia. Perché quella vera amicizia – che a quanto pare voi non conoscete – comporterà una effettiva collaborazione gli uni con gli altri. E tutto questo non per via di un’autorità, né per la salvezza, né perché vi immolate per una causa, ma perché comprendete veramente e quindi siete in grado di vivere nell’eterno. Ed è qualcosa di più grande di qualsiasi piacere, di qualsiasi sacrificio.
Queste sono alcune delle ragioni per le quali, dopo due anni di attenta riflessione, ho preso questa decisione. Non si tratta di un impulso momentaneo. Non sono stato convinto da nessuno. Non mi faccio persuadere in queste cose; ci ho riflettuto sopra per due anni, con calma, con attenzione e pazienza e ora ho deciso di sciogliere l’Ordine, dato che ne sono il capo. Voi potrete formare altre organizzazioni e aspettare qualcun altro; a me questo non interessa, non voglio creare altre gabbie e nuove decorazioni per quelle gabbie. .
Il mio solo interesse è di rendere l’uomo assolutamente, incondizionatamente, libero.”

mercoledì 5 agosto 2015

Chiusura estiva



La soldanella torna il 18 agosto






Stretto tra due placche tettoniche
si erge il mio territorio.
Animali selvatici
lo attraversano all’imbrunire.
L’incanto della mangrovia
stilla da ogni poro 
e ti ricopre.






Un Sauvignon del Friuli
ho sorseggiato amabilmente
la sera del 4 agosto.
- Madonna nera in processione -
su, per le vie di Vendrogno
si festeggia.

Un passaggio dura quanto

la sua profondità.




Tutti vorremmo conoscere
la verità
ma la verità
è sigillata nella psiche.
Rinvangare il passato
è un atto distorto.
Il gesto compiuto
seguiva un preciso disegno.
Ora, quel disegno,
si può solo interpretare.