lunedì 18 agosto 2014

Gegenliebe



* * *

Collezioniamo le cose
in misura ordinata
osservandone l'ossidazione.
Nel tempo permane la struttura
inequivocabile
di un amore perduto.

*

Ritornano,
gli antichi richiami
sotto forma di geroglifici.
I totem esibiscono il capo.

*

La struttura di un libro
si ordina per sezioni
così piace fare ai poeti
predisposti alla critica impura.
Ma per chi ama il verso libero
non esiste la sezione
esiste solo un asterisco
e le giuste pause
prima dell'affondo.

*

Hai sciolto la mistica vena
il mio cuore congelato.
Gli dei sostano di nuovo
lungo i miei tratti distesi.

*

Irragionevole
il dubbio che ci separa
ma una domanda
non è mai
irragionevole
e non occorre la vicinanza
per avanzare ipotesi

occorre la lucidità
che ci rende ragionevoli.

Quando avviene un incontro
di conseguenza avviene la risposta
che non si può definire a priori
perchè ruota intorno
alla sensazione.





Quanto nutrimento
ho ricevuto dal pensiero
quanto dolore
l'età lirica ha arrecato
alla mia giovane anima
ingovernabile.

Ascolto Pachelbel
e tutto si trasforma
la stanza diventa una danza
e il corpo una farfalla
che gira in tondo
e abbraccia l'aria

lo spazio si amplifica
in un crescendo di gioia spirituale.

Feritoie


* * *




domenica 17 agosto 2014

Simulacri


Sempre connessa

l'umanità del secolo.

Siamo tutti

mediocri mentitori.





;-)

martedì 12 agosto 2014

Congedo

Preferisci il mare o la montagna?
La montagna è più rassicurante
risponde il bambino.
I miei mi portavano spesso al mare
Lavagna, Varazze, Santa Margherita, Senigallia...
qualche volta anche a Livigno.
La colonia la ricordo come luogo
di formazione militare.
Ma soprattutto
ricordo mia madre
quando veniva a trovarmi,
le lunghe sedute
in un bagno anonimo.



giovedì 7 agosto 2014

Relatività


*Al centro tutto si cancella perchè non c'è mai un centro assoluto,
un'armonia dominante, ma qualcosa che sempre sfugge: il volto fragile,
relativo, da inseguire con ostinata ossessione.*

Marco Ercolani


* * *



martedì 5 agosto 2014

domenica 3 agosto 2014

Ipertrofia dell'anima


Le montagne sono come onde

immobili e perfette

lungo le crode

l'instabilità riposa.




C'è chi afferma

che bisogna scrivere per l'umanità

perchè ai posteri

possa rimanere un pezzo di storia

che ci riguarda.

Io penso che dobbiamo scrivere per testimoniare noi stessi

[la storia anonima che racchiudiamo]


nel guscio ruvido di un'esistenza.

Dov'è, la differenza?


*

Leggo la "Svolta" di Rilke

la pioggia incessante di agosto

scandisce la mia voce

ma nel silenzio della casa,

in solitudine,

mi è più naturale

seguire questo moto che risale;

poesia e lacerazione

sinonimi dell'essere.


* * *


Abbiamo amato tanto


Rischiando e mettendoci in gioco

Con la tenacia del ragno

Nel tessere la clandestinità.

Ora di tutti i nostri scambi

Rimane una atrofica materia

Che senza più voce

Si lascia solo guardare.


[Gli stimoli nutrono il cuore].




Se nel perdono

Vogliamo essere redenti

Perché dobbiamo nascondere

La verità?

La verità è dolore

È realtà inconcepibile

- svolta e prigione –

Il coraggio

Appartiene solo a Gesù.