giovedì 15 maggio 2014

Tranfert


Aspiro con tattile posa 
i sensi del mondo

i sensi del mondo traspiro

nel transfert del corpo.

Immobile sto

con la pelle.







I doni sono allineati
immobili ed eterni
nella mente e sulla mensola.

Il vento non può scuoterli.



Natura, sovrana del corpo.


lunedì 12 maggio 2014

Metafisica dell'Essere



Lume della ragione
definiva Dante l’intelletto
parte sconosciuta di un anfratto
che già sai di conoscere.

La poesia nasce
da una scintilla.

* * *

Sono immersa
nella vasca da bagno.
Non mi importa
se sopraggiungerà la morte,
se l'essere ontologico
si avvicina all'empiristico.

Mi interessa Sentire
la risposta del mio derma
che raccoglie ogni goccia dal marmo
bianco di seppia.

*

Leggenda e scienza
non possono fondersi.
Un abisso di mistero le separa
ed è da questa distinzione
che nasce il pensiero oggettivo;
quello che sa discernere
il pregiudizio dal fatto reale
(la magia, dall'essere).

*

Lettura è materializzazione
di un proprio pensiero.
Farne tesoro è un'arte
come quella di propinarne l'effetto.

*

La magia è primitiva
come gli albori del mondo.
è l'uomo che deve coltivare
il seme che non possa imprigionarlo.

*

La cultura del saper discernere
quali e quante dosi estratte
è artificio di sapienza;
il grezzo della materia.

*

Suggestioni,
in larga misura elargite
lasciano segni fugaci
nella mente di un uomo che matura
la sua capacità di valutare
effetti e contrari.

.

venerdì 9 maggio 2014

Dipladenia


Non c'è più
quel velo di tristezza
a cerchiarmi gli occhi.
Oggi inizia un'era nuova.

Le labbra disegneranno calici
da cui un vino speziato
rivoli di gioia riverserà nei miei condotti
- aperti finalmente -
alla fertilità del genio.

*

L'esperienza è un'arma
a doppio taglio.
Saper destreggiarsi a maneggiare la lama
è vitale.
Il vento mi scompiglia i capelli
i vasi, il corpo, i sensi

è come rinascere sotto nuova specie
l'ascolto dell'aura che porti.




Esperienza
è questo il dono del destino
che fa unico l'uomo
il suo essere eterno bambino
con la maturità di un Dio.



martedì 6 maggio 2014

Ipostasi



Sulle pietraie indugiano ancora
lingue di neve.
è un'altra dimensione
quella che crediamo ancora intatta
- tutto sulla terra genera fango -
Le vie dei canti fanno parte
della nostra identità perduta
sapere di averle percorse
forse ci potrà salvare
dall'indigenza verso cui si inoltra
l'umanità che non sa più riconoscersi.

Una substantia, tres personae
Anima, Animus, ombra.
Costellazione dominante,
quando si riesce a conciliare
le due anime e l'ombra.
Il grumo di sangue emergerà
sciogliendosi.

venerdì 2 maggio 2014

Esercizi di respirazione




ULTRASUONO


Poi arriverà anche il gufo
questo bambino imbronciato che vola
col suo fischietto né acuto né grave-
un ultrasuono di polvere. 



Passerà sulle cose come un'isola
stregata, canterà l'ora di tutti
più forte di un poeta.


(inedito di Alessandra Paganardi)




.

martedì 29 aprile 2014

Latitudini delle braccia, Nino Iacovella


“Per tutti l’incubo della guerra
non si disfaceva mai nei risvegli, e i pensieri
non erano mai così distanti dai sogni.”


Apro così la lettura di “Latitudini delle braccia” di Nino Iacovella, un titolo che già di per sé delinea la capacità delle braccia di accogliere il mondo, di proteggerlo, di difenderlo se necessario.

La memoria viene a galla per tracciare passi di un percorso che attraversa il tempo

Il tempo ci fa rielaborare il lutto,
di quando da bambini all'imbrunire
tornavamo a sfidare la paura
sulla soglia di una rupe

Un viaggio nel passato attraversato dalla guerra lungo il tracciato storico della memoria di un padre, lungo le braccia che lo accompagnano sempre, per difesa o protezione, sempre protagoniste nella lotta e nel dolore, per custodire le immagini. (scatti di polaroid).

Dalla prospettiva delle case crollate
non c'è via di scampo,
una dispersione di volti
e braccia, un freddo
che avvicina a Dio.

Gianpiero Neri paragona alle opere del Goya certi scenari della sua poesia dove il campo di battaglia è messo in primo piano, e commenta con una sintesi perfetta la bellezza del poema, dando luce a quegli occhi che tanto hanno appreso dal dolore della guerra, dal coraggio delle madri ma anche dalla loro mancanza.

Alessandra Paganardi non è da meno, con la sua accurata prefazione accosta la poesia di Nino ai chiaro scuri del Caravaggio per l’atmosfera nitida che sanno evocare, ma anche Escher fa il suo ingresso, l’inganno di Escher lo nomina Iacovella nella poesia di pag. 105, dove le scale mobili fanno da isolante alla freneticità dell’ambiente caotico dei centri commerciali, dove la massa diventa parte del paesaggio e l’uomo ingranaggio di un sistema.


Da: Food for the ants
“Seems like the ants love me, why they do?”
Yuppie flu

Ma le parole di saluto sono inceppate
tra il rollio della scala mobile
e il reparto delle giostre per l’infanzia
dove il gioco del braccio meccanico
è come un monito per i peluche,
una presa che oscilla nel vuoto,
una forza sgraziata che non sa stringere

(Ipermercato, dicembre pag. 88).

* * *

Iacovella ha il merito dello slancio narrativo, della sintesi poetica incisiva, descrivendo e scavando in modo magistrale fin nel luogo del male, come ben si può rilevare dalla lettura di: Gastroscopia (pag. 73)

Annusa la voragine, sceglie il percorso
a testa in giù, passando l’esofago
sonda ciò che è interno
il luogo del male
poi sfocia tra le parti acide, si tuffa
così vicino al muscolo del cuore

Ecco, ora il medico può osservare
in quel magma la consistenza del dolore
il su e giù tra la bocca dello stomaco
e il nodo alla gola

Ma il referto è quello
non c’è verso di scansare quel pugno chiuso
all’altezza del diaframma

La pancia è un ring: i colpi
i montanti sotto lo sterno
tolgono il fiato,
le notti senza sonno

poggiato allo schienale del letto
come un pugile stai giù con la testa

ti rannicchi all'angolo

 * * *

Qui il poeta si dimostra specialista della descrizione, esamina, sonda i meccanismi del male, li misura con il bisturi della ragione.




È interessante notare, nei suoi componimenti, la mancanza di punteggiatura alla fine di ogni poesia e alla fine di ogni verso. Solo le virgole si fanno spazio e lo spazio si fa pausa dove è necessario respirare…è una scelta tecnica che delinea sicurezza nella stesura, apertura verso altro spazio da compilare.

A volte torno quel bambino che piange
quando si spegne la luce,
e rivedo mia madre nel dubbio:
avrà fatto bene a non nascondermi la paura
a farmi vedere l’oscurità, il buco nero del corridoio
dove tutti sappiamo bene che il lupo
spalanca ancora le sue fauci

* * *

*La poesia non può cambiare l’ordine
del dolore*


L’ordine del dolore, lo chiama Iacovella, perché riesce a catalogarlo, a renderlo “scatto” di un tempo, all'insegna delle battaglie, che pare eterno.

* * *

giovedì 24 aprile 2014

Prospettive

*La natura non ha corteccia, afferma Goethe
ma gli alberi si! affermo io*




Crede di sobbarcarsi ogni merito il poeta, solo perchè tocca certi argomenti universali, intimi, lirici...solo perchè, nella sua infinita presuntuosità, indossa per un attimo i panni di Dio e sentenzia parole!

(dedicato ai poeti emergenti).