Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post

mercoledì 16 marzo 2016

Samadhi


 
Ogni parola è stata dettata
ogni pensiero pensato
rinomina il mondo lo schema
che hai immaginato.
 
*
 
Serigrafie
le cime di fronte;
il lago ri-flette.
 
*
 
Samadhi è il distacco dal corpo
il suo impossessarsi del mezzo
per cui ogni azione è mediata.
 
 

lunedì 19 maggio 2014

Tracce di sopravvivenza




Nel gioco – raffinato – dell’osmosi

canta la pelle una lingua

senza emettere suono.

È un linguaggio segreto del corpo

un rimando alle stagioni migratorie

alla profondità – irriverente - di una ferita che pulsa

contaminando lo spazio che separa

il mio istinto dal tuo esserne immune.


*


Leggo Chatwin

e ritorno nomade

come Rimbaud, nelle sue suole di vento

con la presunzione di possedere

tutti i paesi possibili.



*



Bisogna scuoterla

la volontà;

bisogna che non s’infossi

dentro l’oblio dell’illusione

intorpidita dai reflussi

che risalgono dannosi

come la processionaria

che divora il pino adulto.


*


Il taglio delle parole

ho appreso da Wittgenstein

così come il pensiero quando genera

folgore in metastasi.



.

domenica 19 maggio 2013

Metafisica e identità



definizione di monade:
particella metafisica, sostanza semplice, unità originaria dalla quale deriva la serie dei numeri.

Heidegger si espresse così di fronte a codesta entità:
per conoscere veramente occorre portare alla luce ciò che è nascosto nella piega.

Definire l'anima è un'impresa difficile, ma non impossibile, dal momento che abbiamo la grazia di poter SENTIRE e usare la PAROLA.

Ma ri-congiungiamoci a Leibniz!
lui fu il portavoce di questo lemma. 
Barocco? dipende dal gusto del momento...
MONADE, dal greco Monas = unità

Le monadi sono particelle senza parti, sembrerebbero prive di unità ma in verità esse formano un insieme, compongono una personalità, quella che si lega al cosmo.


"Se non esistessero anime, allora non esisterebbe nessun Io, nè mondo, nè unità reali
e tanto meno moltitudini esistenziali o piuttosto, tutto nei corpi non sarebbe che apparenza.

Gottfried Wilhelm Leibniz, lettera a J Bernoulli


* * *

La grazia
conosce la trama del fiore
nel petalo rosa il mio rosa
nel rosso che goccia il mio sangue
la spina che spingi
e lo sai

*

Sgranare i rosai
sgranare dai semi la rosa
che riempie i rosai
le rose dei rossi rosai
- rinvenire -
(Bellezza dei rosai).







domenica 28 ottobre 2012

Estì gar einai

Occorre dire e pensare che l'essere è;
*esiste infatti l'essere, estì gar einai
ma il nulla non esiste.

Parmenide


*esiste, nei fatti, l'essere.



l’Essere (Parmenide), l’Uno (Plotino), la Sostanza (Spinoza). Già: la sostanza di Spinoza, è su questa che ora mi vorrei concentrare…
* * *
Ma in fondo la sostanza di Spinoza non è altro che l’Essere concentrato nel molteplice.
L’essere si fa sostanza quando tira fuori la sua anima
e l’anima è quell’entità che fa vibrare le cose che tocca…
- è l’Uno che rivela la sostanza, e l’Uno è collocato in Dio -


(L'amichetta stava fuori ad aspettarlo :-))


nel mezzo di un minuto il gatto rosso all'interno della casa ha segnato due momenti:
l'attesa, e la fuga.




Lo svelamento dell'essere accade nel Dasein, nell'esserci

sabato 26 novembre 2011

Spirito critico

Lo spirito critico si matura con la lettura e l'esercizio.
Si tratta, sostanzialmente, di un lavoro di cesellatura sulla parola e sul senso che ne può derivare.
Sa con precisione dove va tolto il superfluo.
La sottrazione è la sua formula.

Per questo il lavoro di critico è un mestiere difficile, egli deve essere assolutamente imparziale su ciò che deve esporre nel suo giudizio critico.
Se esagera con le descrizioni e con gli aggettivi, rischia di risultare ridondante.

Io sono arrivata a pensare, nel caso dovessi desiderare di pubblicare un nuovo libro di poesie, di non farmi scrivere nè prefazione nè postfazione.
Il lettore potrà godere, in piena libertà e senza condizionamenti, del privilegio di deciderle lui.