lunedì 16 gennaio 2012

Rosso di marea

La grazia
conosce la trama del fiore
nel petalo rosa il mio rosa
nel rosso che goccia il mio sangue
la spina che spingi
e lo sai.
Vorrei esserti nel braccio
a sferzare nudi colpi sulla tela
incidendo la tua carne.
Benedetto
lo scoppio che dentro ti succede
quando in me zampilli piano.
Scompigliami le ossa di un
delirio
di bocca, di mani.
Nel petalo traviato del sentire
l’orecchio trema.
Spargo
le tracce, l'umidore
lingua arguta nell'ingoiare tace.
Tacimi la pelle le ginocchia
sedotte dal marmo.

domenica 15 gennaio 2012

Capacità di giudizio

Dire ciò che si pensa
(il più difficile compito)
ciò che non si vorrebbe sentire
- la voce della verità -

Chi lo fa va contro corrente
segue una corrente *speciale*
quella che salva l'individuo.



Il pensiero è verità quando esprime il suo punto di vista
(il bambino lo fa in modo naturale)
senza valutarne la convenienza;
quando è libero e indipendente da qualsiasi giudizio e pregiudizio.

Cosa rara in questo mondo.

domenica 8 gennaio 2012

sul significato di Bellezza

In generale, ciò che ha vita non possiede, come il Padiglione d'oro, una sola ed unica essenza.
Gli esseri umani ricevono dalla natura una parte delle sue diverse qualità, e non fanno che ampliarle e svilupparle con un efficace metodo di combinazione.


pag.239-240-241 - Il padiglione d'oro, Yukio Mishima

* * *
A mano a mano che il ricordo della bellezza si ravvivava in me, proprio l'oscurità diveniva lo sfondo su cui potevo sistemare a piacere la visione.

In quella forma tenebrosa e appiattita si celava tutto quanto avevo ritenuto bello. Grazie alla memoria, i vari dettagli estetici presero a luccicare uno ad uno uscendo dalla circostante oscurità; e poi quel luccicchio si ampliò, si estese, finchè l'intero padiglione emerse dinanzi a me illuminato come non mai da quella luce che non è nè giorno nè notte, e che è il tempo medesimo. Era come se mi fossi impadronito della visione di un cieco.

L'esterno s'era fuso con l'interno.

* * *
La bellezza sintetizzava quella lotta o contrasto tra le varie parti, e insieme ne rimaneva al disopra!
Il Padiglione era stato costruito con polvere d'oro in una prolungata notte senza lume, come un sutra miniato sulle pagine blu scure d'un testo liturgico. Tuttavia ignoravo se la bellezza fosse una cosa sola col Padiglione stesso , ovvero se fose d'una specie con la notte ed il nulla che lo circondavano. Probabilmente era tutto: le singole parti dell'edificio, il suo insieme, e la notte che lo racchiudeva.
A questo pensiero sentii che il mistero della bellezza del Padiglione , che tanto m'aveva tormentato, stava per svelarsi.

* * *
Se si esaminavano i singoli particolari - i pilastri, le balaustre, le imposte, le porte, le finestre ornamentali, i tetti spioventi, l'Hosui-in, il Choondo, il Kukyocho, il Sòsei, l'immagine riflessa nello stagno, l'isolotto, i pini e anche gli olmetti- si avvertiva che in nessuno di essi la bellezza era compiuta; giacchè in ciascun elemento vi era un accenno della bellezza degli altri.
La bellezza d'ogni singola parte era per se stessa carica d'inquietudine: vagheggiava la perfezione senza possederla, e inevitabilmente anelava a quella delle altre parti.
I vari accenni, così collegati tra loro e relativi ad una bellezza che non esisteva in nessuno di essi individualmente, costituivano la caratteristica essenziale del Padiglione d'oro.

Essi erano dunque segni del nulla; e il nulla era la vera essenza di quella bellezza.



Certi scritti fanno pensare ad una musica, e a tante piccole considerazioni, che trovo difficile esternare ora, ma ci voglio provare, perchè Mishima lo merita.
Il finale non mi ha deluso come pensavo, anzi, alimenta quella forza che sempre ritengo suprema, la vita.

*La bellezza*, non c'è scampo da essa, non c'è salvezza, e non è vero che il nulla le si avvicina.
Certo, nella bidimensionalità dello spazio è facile inciampare, distrarsi, vaneggiare...
Ma lei c'è, inesorabile in ogni espressione, nella selvaggia prova che la natura le porge.
Lei è la tentazione, la visione, la determinazione
e la caduta.
La scoperta di un limite, anche questo è bellezza, la rivelazione, che da ogni sfumatura si coglie,
la deformazione del piede, la balbuzie.
Dove c'è limite, esiste il desiderio di combatterlo, e questa è bellezza.
la lotta, l'intrepida idea.
Bisogna diffidare dell'architettura quando questa si mostra solo esternamente, la vera architettura deve partire dal centro, dall'interno, ed irradiarsi senza discriminazione su ogni cosa.
Ma se vuole solo apparire, allora il suo fine è già minato dalla mancanza di struttura.

sabato 7 gennaio 2012

Vento del nord

Provo una sorta di piacere

nel vedere cancellato un mio passaggio
cancellare significa assorbire
la presenza nell'inconscio

nel sentirmi pedinata
lungo i muri della notte
negli androni
s-governati dalla luce
che non puoi scardinare

nel profumo
che ti resta dell'assenza.

mercoledì 4 gennaio 2012

Sinestesie

Poggi il tuo profilo scuro sul buio
la pelle rosa disegna contorni
sapore di rosa posa la mano, piano
indugia la lingua lungo
il padiglione - d'oro - sinuoso
genziana l'amaro linguare, l'odore
di spezie nel buio.

*



Riempie la stanza
la magia di un
odore, la pelle
di buono
che sa
l'incantesimo
il suono
io
vorrei gridare
ma è lui
lo strumento perfetto
taglia l'aria, affila
nell'anima un nome.