Proprio così: a volte Tsurukawa m'appariva come un alchimista in grado di trasformare il piombo in oro lucente. Io ero il negativo della fotografia, e lui il positivo.
Quante volte notavo con meraviglia come i miei torbidi e foschi sentimenti divenissero, filtrati dal suo cuore, immancabilmente chiari e radiosi! Io esitavo, balbettavo, e la sua mano capovolgeva i miei sentimenti e li trasmetteva all'esterno. Da questa sorprendente esperienza, una cosa imparai: limitatamente alla sfera dei sentimenti, non c'è diversità alcuna in questo mondo tra il più cattivo e il più buono; in entrambi i casi, l'effetto è il medesimo; l'intenzione omicida e la pietà più profonda non sono assolutamente dissimili.
Quand'anche gliel'avessi saputo spiegare, Tsurukawa non avrebbe mai potuto ammettere una cosa simile.
* * *
Ero solo, e chiuso nel Padiglione d'oro.
Ero io che lo possedevo, oppure ne ero posseduto?
O piuttosto stava per stabilirsi uno strano equilibrio, una situazione per la quale fosse possibile che io fossi il Padiglione e il Padiglione fosse me?
* * *
D'un tratto mi ricordai di ciò che Kashiwagi m'aveva detto il giorno del nostro primo incontro.
E' nei radiosi meriggi di primavera , quando su un tappeto d'erba ben falciata contempliamo gli arabeschi dei raggi filtrati dai rami, è allora - mi aveva detto - che la crudeltà ci prende, improvvisa.
Ora avevo dinnanzi onde furiose ed il selvaggio vento del nord; non v'era nè radioso meriggio di primavera nè tappeto d'erba ben falciata; pure, quell'aspra natura mi seduceva tremendamente, era molto più intimamente legata alla mia esistenza, che non i meriggi di primavera ed i prati. In quel quadro naturale mi sentivo padrone di me. Lì non ero intimidito da nulla.
Cosa sei tu che mi fluisci nel sangue e sali nella mente mina in un campo
giovedì 29 dicembre 2011
mercoledì 28 dicembre 2011
Tempo della coscienza
Rifiuti di umide foglie di tè
sulla bianca majolica del lavello
incrociavano eleganti ideogrammi color seppia.
Ho sognato la Strada della Seta,
il Tao, la raffinata sapienza
di sorridenti occhiobliqui.
La magia del Segno
annullava il tempo della coscienza
in un ineffabile eterna presenza.
* * *
da: Inchiostro di seppia, Galeazzo Biadene
[immagine di Emilio Merlina]
http://www.tvquran.com/Al-Ghamdi.htm
martedì 27 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
Buone feste e buon Natale, cari tutti*
* * *
* * *
* * *
per chi fosse interessato metto questo link:
http://www.poiein.it/premi_letterari/Turoldo2011/aaa_elenco.htm
* * *
Polifonia
questo sentire
il suono bianco alzarsi,
la mano - calda - entrare.
domenica 18 dicembre 2011
Opere scelte, Elio Copetti
* * *
* * *
Ho selezionato alcune tra le molte opere dell'artista friulano Elio Copetti, poche per esprimere un giudizio ma abbastanza per carpirne tutta la forza del fuoco.
Le sue figure, sempre stilizzate, si muovono in uno spazio surreale, e la leggerezza dei loro movimenti crea una forma che si congiunge
agli archetipi dell'osservatore.
L'animale è il mito che si scopre nella posa,
la donna è il volto del suo corpo che si guarda
il simbolo è il protagonista della tela, colui che squarcia, con abili colpi
la fisionomia delle forme ancestrali.
sabato 17 dicembre 2011
Esilio di voce, Francesco Marotta
* * *
* * *
Restituire l'immagine
al vuoto che precede alla pronuncia
perduta dove suono e colore
si congiungono indifesi
in ciò che arde senza pensiero
nel bianco che annotta inconsapevole
lungo il filo reclinato della luce
solo l'ombra che resiste intatta
al congedo dalla sua dimora
conserva legame e distanza
l'eco del sentiero inaugurato
dal passo oscuro della lingua.
(tratta da: Vulnus)
* * *
Al cospetto della polvere
anche il ricordo si scioglie
in macchie impazienti una pozza
di esaudite meraviglie
tiene dietro a reticoli d'alba
un sepolcro d'acque disabitate
e rari colpi di vento
a reggere l'onda che cresce
il profilo di un volto riemerso
una florescenza un respiro
che al deserto s'impone
a un trascorso errore di luce
(tratta da: Speculum)
* * *
Avanzi verso un mare inaccessibile
e la sera ti impiglia nello sguardo un diluvio
di sillabe l'onda franata sotto i passi
e quel tempo di amare che ha l'ombra
quando ne invochi il morso vivo
dove trovare riparo
(tratta da: Imago)
* * *
Leggere queste poesie di Francesco per me significa isolarsi da tutto ciò che è vita e nello stesso tempo
immergermici fino all'assenza di respiro.
Eppure, la sua assenza di punteggiatura fa si che esista un continuum tra ogni sezione della carne, perchè la sua parola è carne disossata, è mistico suono, è voce tombale.
Gli elementi della natura vanno a intersecarsi con le ombre in giochi di rimandi e prese.
Gli alberi, la neve, la distanza, il silenzio, la cenere, il sepolcro...
Quasi come se l'uomo fosse una luce sbagliata all'interno di questi scenari.
è un'onda, la sua voce, che risucchia la risacca del sentire, la trasforma in febbre, la imprigiona
in sterminati spazi, nei silenzi
senza scampo.
*
* * *
Correggi la luce
che si aggroviglia e confonde
senza dimora e indovini
in un fiotto di polvere il corpo
la bocca l'informe respiro
che porta ancora il tuo nome
chi ti conobbe consumata di sere
esitante del vivere
stringe nel pugno il tempo
di un fiore di neve l'impronta
di un seme ritornato per sempre
alle terre pellegrine dell'aria.
venerdì 16 dicembre 2011
Sapienza
Distillato,
purissimo di Dherma.
Sana appropriazione della lingua
attingendo la radice
ricavandone: succo!
- Il segreto dello Chef
sta nell'impasto -
* * *
La mantecatura
deve essere ad hoc!
è il segreto per ogni ricetta.
- Rosolatura, evaporazione del vino, tostatura -
Il pensiero di Hegel si dirama,
il centro fa la differenza.
Il nucleo del sapore
quello è il nocciolo.
La manciata di prezzemolo il finale.
purissimo di Dherma.
Sana appropriazione della lingua
attingendo la radice
ricavandone: succo!
- Il segreto dello Chef
sta nell'impasto -
* * *
La mantecatura
deve essere ad hoc!
è il segreto per ogni ricetta.
- Rosolatura, evaporazione del vino, tostatura -
Il pensiero di Hegel si dirama,
il centro fa la differenza.
Il nucleo del sapore
quello è il nocciolo.
La manciata di prezzemolo il finale.
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